Made by Iraqi Girls. La bellezza salverà il mondo.

Un terrazzo illuminato a giorno, tanta gente seduta ai tavoli che mangia in un’atmosfera rallegrata anche da una buona musica, al centro un gruppo di bellissime ragazze, con indosso una maglietta con il marchio Made by Iraqi Girls. Si è appena conclusa la sfilata con gli abiti realizzati nel laboratorio sartoriale del progetto “Rafedin”. Sono le 10 di sera, mi trovo nel cortile della parrocchia di Jamal e sono appena arrivata ad Amman.

Avevo pensato tanto al mio primo incontro con le ragazze, ma ora non c’è tempo per molte presentazioni, macchina fotografica alla mano, inizio a scattare. 
Dopo, avrò modo di presentarmi con Antonella la stilista, Don “Abuna” Mario e Rosaria, la troupe di TV2000 che è li per girare un documentario. Al mio arrivo in aeroporto invece ho già fatto conoscenza con Bashar, un profugo iracheno che vive ad Amman da qualche anno e che ci accompagnerà in tutti gli spostamenti in una città caotica e con un traffico sempre congestionato.

L’incontro vero e proprio con le ragazze avviene il giorno dopo, nel laboratorio di sartoria “Made by Iraqi Girls”. Una stanza grande, con delle ampie vetrate che circondano calorosamente l’ambiente. Raggi di sole che le attraversano inondando di luce le macchine da cucire appoggiate alle pareti, in fila una dietro l’altra. Due grandissimi tavoli da lavoro posti al centro della stanza. Rumori di sottofondo di macchine da cucire e 15 ragazze che animano e rendono vivace l’ambiente.

L’idea di creare un laboratorio tessile nasce nel 2016, dall’incontro di don Mario Cornioli, per tutti “Abuna Mario” e Rosaria Diflumeri. Abuna Mario parroco di Jabal che ospita i rifugiati ad Amman. Rosaria Diflumeri, donna vulcanica e solare con una lunga esperienza nell’ambito dell’abbigliamento.
Nasce così Rafedin, un progetto di moda e sartoria artigianale, per offrire una nuova vita a donne irachene, scappate dall’Isis che si trovano nel limbo dello status di richiedente asilo, nel quale non possono lavorare e condurre una vita dignitosa
Parte la raccolta soldi, 5 macchine da cucire, una piccola stanza, un primo gruppo di ragazze irachene che deve imparare a tagliare e cucire, tanta passione e un’obiettivo ambizioso confezionare abbigliamento usando i tessuti locali ma su modelli di sartoria.
Nascono i primi capi unici con il nome “Made by Iraqi Girls”. Capi unici, nel senso che non eravamo capaci di riprodurre lo stesso identico capo una seconda volta, racconta scherzando Rosaria. Più tardi si unisce al progetto Antonella Laura Mazzoni, stilista affermata di Massa Carrara che collabora con i brand più famosi nel mondo della moda che mette a disposizione tutta la sua professionalità, l’amore e la sua passione.
Maria Paola Crispini, con una lunga esperienza nel mondo della cooperazione, segue invece da vicino la gestione del progetto assieme ad Abuna Mario.
E così, in un connubio fra l’Italia e l’Oriente, di capi disegnati in Italia e realizzati con stoffe giordane, nasce il marchio “Made by Iraqi Girls”.

Oggi il progetto accoglie 15 ragazze profughe irachene, di fede cristiana, scappate da città come Baghdad, Mosul, Qaraqosh, Kirkuk, con le proprie famiglie per le rappresaglie subite dall’arrivo dell’Isis. Sono state tutte costrette ad abbandonare la propria casa, gli studi, il lavoro, gli amici, la propria patria. E’ così da anni vivono in Giordania, paese che li ha accolti, ma in una sorta di limbo perché agli iracheni non è riconosciuto lo status di rifugiato, ma solo quello di richiedente asilo. Ciò significa che non possono lavorare, studiare, accedere ai servizi, integrarsi in Giordania. 
E’ così sono in attesa di ricevere un visto e la possibilità di trasferirsi in un’altro paese come l’Australia, il Canada, l’America. Attesa che può essere più breve se si ha uno sponsor, un parente stretto che possa garantire per l’intera famiglia.

In questo clima di incertezza, di attesa, di sospensione, Rafedin è diventato un luogo dove poter creare cose belle, imparare un mestiere, costruire legami di solidarietà, condividere storie, sogni e aspettative, significa anche contribuire con un piccolo reddito al sostentamento della propria famiglia. 

Dietro ciascuna di queste ragazze c’è una storia comune. Shahad “Shushu”, dal sorriso dolce, studentessa universitaria, fuggita nel 2015 dall’Iraq assieme alla sua famiglia, ci accoglie nella sua famiglia, ci racconta la sua storia, con gli occhi pieni di speranza per un futuro migliore, cerca di farsi carico della sua famiglia e di allevare le sofferenze del padre che ha perso la vista nell’esplosione di un’auto bomba a Baghdad.
Hadeel, frequentava le scuole superiori a Kirkuk in Iraq prima di arrivare come rifugiata ad Amman. Dalida, di Baghdad, studiava informatica a Mosul. Oltre al lavoro in sartoria insegna catechismo e ha una passione per il canto, la sua voce dolce e profonda ti arriva dritta nel cuore e nell’anima.  
Narmeen, dagli occhi pieni di tristezza sogna di andare in Australia e di aprire un salone di bellezza, come quello che aveva in Iraq, bruciato dall’Isis.
Dana che comunica molto bene in inglese e fa da portavoce ha già un grande feeling oltre che con il cucito anche con la macchina da presa, chissà che non diventi una regista.
Iman, timida e riservata, che prepara in modo preciso i modelli di carta, ha un sogno nel cassetto, quello di diventare fotografa e mi chiede tanti consigli.

Rafedìn è lo spazio di terra che sta fra il fiume Tigri ed il fiume Eufrate, quella che un tempo era l’antica Mesopotamia. Nell’immaginario biblico i due fiumi ricordano che la vita è spesso segnata da sofferenze ma è percorsa anche da tanti rivoli di speranza.

E così, anche le tante storie delle ragazze di Rafedin, oltre alla sofferenza sono impregnate di speranza e di sogni per un futuro migliore. Sono rivoli uniti in un bellissimo progetto come Rafedin, che ci indica che si può e si deve sempre fare qualcosa per aiutare il prossimo, che ci fa capire la grande gioia che può portare anche un piccolo gesto, che ci dice che la bellezza salverà il mondo.

Made by Iraqi Girls – dove e come acquistare per aiutare il progetto:

Gli acquisti si possono effettuare mediante la pagina Facebook ed i ricavi delle vendite sono esclusivamente devoluti alle ragazze. Dalla loro pagina Facebook è possibile seguire la produzione:
https://www.facebook.com/Rafedìn-Made-by-Iraqi-Girls-رافدين-1525710037730821/